Libri di viaggio

La valigia delle Indie e altri bagagli parla dei viaggi che molti scrittori e registi hanno compiuto in India dalla fine degli anni quaranta, quando l’India è diventata la più grande democrazia del mondo, agli anni novanta del Novecento: da Rossellini a Moravia e Pasolini, da Tabucchi e Manganelli a Octavio Paz, Günter Grass, Naipaul e tanti altri. I primi capitoli, dedicati a Rabindranath Tagore, la Grande Anima dell’India insieme a Gandhi, e al più famoso regista indiano Satyajit Ray, permettono al lettore di confrontarsi con una visione complessa della realtà indiana che proviene direttamente dall’India.

Ho fatto lunghi soggiorni di studio in Normandia, a Parigi, a Zurigo a Berlino (prima e dopo la caduta del Muro), ma il viaggio vero è iniziato quando sono andata in India. Ci sono tornata varie volte con mio marito e l’abbiamo girata con lo zaino in spalla prendendo tutti i possibili mezzi di trasporto, dal carrettino trainato al cavallo fino al bus scalcagnato e al treno, la terza e la prima classe con l’aria condizionata che in realtà era un semplice ventilatore. In India si passa dalla gioia più profonda alla disperazione più profonda, non ci sono mezze misure. Sono stata poi in Canada, in Sudafrica, in America (Wisconsin, Boston, San Francisco). Il viaggio in Sudafrica l’ho fatto quando Mandela era ancora vivo, e mi ha ispirato un libricino Storie vere inventate in Sudafrica. Il Sudafrica è un paese in grande sviluppo, si avverte una forte energia, ci sono però ancora delle contraddizioni enormi, un divario estremo fra le classi sociali. Quando viaggio porto sempre con me un quaderno con la copertina nera e i margini rossi in cui annoto pensieri, frasi, esperienze, incontri. Ho scritto un lungo reportage dei miei viaggi in India che è ancora inedito.

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